L’eredità culturale di Ca’ Da Noal, un Patrimonio vivo

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Sono concluse da poco le Giornate Europee del Patrimonio promosse dal Consiglio d’Europa ed è ancora ben viva la sensazione di appartenenza che esse ci hanno lasciato. Nella molteplice offerta di proposte culturali disseminate in tutto il Veneto, a Treviso si è parlato di arte applicata ricordando storie commoventi di vita vissuta e definendo la ricca eredità culturale acquisita.

Un nuovo aspetto di guardare al Patrimonio della città, riconoscendo come tesoro del passato anche le buone prassi dei nostri antenati virtuosi. re di opere d’arte ai Musei Civici di Treviso con la funzionaria Conservatrice, Dott.ssa Gerhardinger , ha permesso di creare un dialogo preziosissimo volto alla valorizzazione dei mestieri legati al mondo del restauro e dell’indispensabile apporto della figura del Conservatore.

Foto da Bio Nico (1)

Parlando del Bailo, del Coletti fino ad arrivare ai Botter, i conduttori delle passeggiate  Patrimoniali di Tarvisum Gioiosa Nicoletta Biondo, Raffaella Prodomo, Alessandro Ervas, professionisti del restauro, hanno raccontato come avviene la salvaguardia. Ancora oggi qui nel territorio della Marca, si lavora seguendo quei dettami che hanno fatto della nostra città, un esempio mirabile e lungimirante in tema di restauro, catalogazione e documentazione.Parla

La mancata conoscenza delle attente procedure che si celano dietro la gestione delle Opere d’arte, fa perdere talvolta, la cognizione della complessità e rigidità a cui essa è legata.

Foto da Bio Nico (6)Un mondo nuovo quindi si è aperto agli oltre cento appassionati che con vivo interesse hanno seguito i restauratori trevigiani nei tre differenti incontri. Nel primo si è visto anche il coinvolgimento di Confartigianato Marca Trevigiana con la categoria restauro, la quale ha presentato un laboratorio sugli strappi e gli stacchi di affreschi, curato dalla Ditta Gatto Giuseppe di Quinto e ConservArte di Paese. Le opere storiche concesse in esclusiva per l’occasione, hanno permesso di ricreare una timeline metodologica di questa tecnica di restauro, arrivando fino ai lavori del 1883 staccati dall’Abate Bailo.

Non meno interessante ed avvincente la presentazione delle opere tessili, che hanno entusiasmato i presenti con abiti e manufatti davvero unici. Il lavoro minuzioso della restauratrice Raffaella Prodomo ha creato molta curiosità e svelato trucchi di un mestiere ai più sconosciuto.ale

A completare il trio di incontri esclusivi, dopo l’usuale prefazione di Nicoletta Biondo Curatrice di Tarvisium Gioiosa, è arrivato il turno di Alessandro Ervas il quale, con completa dominanza della materia, ha accompagnato i presenti per le vie della città ad ammirare manufatti metallici di inestimabile pregio. Le serrature storiche esposte al Museo Civico, da lui restaurate in passato, hanno contribuito ad arricchire un emozionante viaggio alla scoperta delle arti applicate e delle collezioni appartenute all’allora Ca’Da Noal “ Museo della Casa dei Trevigiani”.

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